Bollo Auto, adesso c’è la sanatoria

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Anche il bollo auto rientra nella rottamazione dei ruoli

images-2 Chiunque ha ricevuto una cartella di pagamento di Equitalia, per non aver pagato il bollo auto,  visto che questi importi rientrano nella rottamazione dei ruoli previsti dal recente decreto fiscale,  come ricorda il portale laleggepertutti.it , potrà mettersi in regola poichè il bollo auto rientra nella sanatoria in qualsiasi parte d’Italia, a prescindere dalla volontà dell’ente.

Si possono sanare tutte le somme dovute dagli automobilisti per bollo auto affidate all’Agente della riscossione sino al 2016. Per i debiti non ancora notificati da Equitalia con cartelle di pagamento, quest’ultima dovrà inviare al debitore un’informativa per posta ordinaria entro la fine di febbraio 2017. Con essa informerà l’interessato della possibilità di aderire, con riferimento a tali ultime richieste di pagamento, alla rottamazione.

Anche chi ha ricevuto la richiesta di pagamento del bollo auto, non tramite la cartella di pagamento, ma tramite l’ingiunzione puo’sanare’ il proprio debito.

Per richiedere la sanatoria del bollo auto l’interessato dovrà presentare una domanda entro il 31 marzo 2017 su modello reso disponibile sul sito di Equitalia. Se con la stessa cartella di pagamento Equitalia ha richiesto di saldare più importi a titolo diverso (ad esempio Irpef, bollo auto e multe stradali) è possibile sanare solo alcune di queste partite poiché viene ammessa la rottamazione anche di singole partite contenute nel medesimo atto di affidamento. Il pagamento delle somme dovute deve avvenire, a scelta del debitore, in un massimo di cinque rate, scadenti a luglio, settembre e novembre 2017, nonché a aprile e settembre 2018. Il 70% dell’importo deve essere versato entro il 2017. Una volta presentata la domanda, Equitalia invia al debitore una comunicazione contenente l’ammontare da pagare nelle singole rate. Basta il ritardo di un solo giorno, nel pagamento di una singola rata, per far decadere la sanatoria. In quel caso Equitalia può tornare a pignorare i beni del contribuente per l’intero importo del debito originario e le somme residue non sono più dilazionabili.

 


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