Padre Maurizio Patriciello: gravissima inaudita ed inaccettabile l’aggressione a Luca Abete di Striscia la Notizia

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maurizio-e-renzi Padre  Maurizio Patriciello, il parroco della Terra dei Fuochi, è sempre in prima linea contro le ingiustizie ed i soprusi, e non fa attendere la sua nota di disappunto, verso il comportamento poco “ortodosso” della scorta del ministro dell’ Istruzione, Stefania Giannini e dei funzionari della questura, e chiede scuse istituzionali.

Non è giusto, scrive sui social : È grave, l’ aggressione a Luca Abete da parte di poliziotti e funzionari della Questura di Avellino è molto grave. Ma gravissima, inaudita, inaccettabile è l’ offesa fatta a tutti i fratelli e sorelle down. “ Mongoloide” grida seccato e nervoso il vicequestore all’ inviato di “ Striscia la notizia”. Le scuse istituzionali sono d’ obbligo, tuona Padre Maurizio Patriciello. Il minimo che si possa fare per tentare di sanare questa ulteriore ferita al vivere civile. Gradiremmo che la determinazione – purtroppo violenta e inopportuna – esercitata con Luca Abete venisse esercitata con i camorristi che in Campania rendono la vita impossibile a milioni di persone. Scene come queste fanno davvero male ai cittadini onesti.

Luca Abete è un giornalista satirico che fa il suo mestiere senza mai offendere o esagerare. Una “zanzara” per chi viene beccato con le mani nel sacco, ma un samaritano per chi è stanco dei soprusi degli scaltri. Il guaio è che ministri e parlamentari non sempre vivono il territorio. Non sempre sanno che cosa accade in un certo luogo del Paese che sono chiamati a servire. I piccoli centri non sono le grandi città. Per rendere la vita insopportabile a migliaia di persone non occorre che scoppi una guerra. A volte può bastare una piccola azienda che emana fetori. Un’ azienda, però, che – mistero delle leggi – si ritrova ad avere tutte le carte in regola. E i cittadini spesso si sentono ostaggio dei cattivi e di un sistema politico lontano, distante, assente. Non attento ai loro bisogni.

La Polizia deve assicurare il benessere di tutti ed essere di esempio ai giovani. Deve far capire che prima della violenza verbale e fisica ci sono mille mezzi per indurre alla ragione un giornalista che ritiene essere invadente. Invece accade qualcosa di grave. Abete viene spintonato e maltrattato. Offeso con parolacce degne dei peggiori bulli. Viene portato in caserma. Tutto viene ripreso dalle telecamere. Le scene sono patetiche e dolorose. Scene già viste e che non ci sono mai piaciute. Scene che aborriamo e che non vogliamo vedere mai più. Con tutte le nostre forze ci ribelliamo a metodi inutilmente violenti e offensivi verso persone indifese.  Minacce come “ Ti faccio cadere i denti a uno a uno” rivolte a un giornalista fanno più male di un pugno nello stomaco. Il culmine, però, si raggiunge quando il vicequestore di Avellino, con fare nervoso e seccato chiama Abete “ mongoloide”. No. Questo proprio no. È inaccettabile. L’ offesa non va tanto a lui ma a tutti i nostri fratelli e sorelle down. A Loro, se non lo fa il diretto interessato e i suoi superiori, vogliamo chiedere scusa. Mille, diecimila, un milione di volte.

 


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