Piu’ Freccia Rossa al NORD Meno Treni a Vapore al SUD

Anche l’Italia su rotaia è divisa e diversificata tra NORD e SUD (rapporto Pendolaria Legambiente )

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E’ l’ Italia Unita o conquistata a due velocità, da un lato  il successo dei Frecciarossa e i tagli ai vecchi Intercity e treni regionali dall’altra.

Anche Legambiente, non può non certificare questa evidente differenza, attraverso lo studio sul trasporto pendolare ferroviario in Italia.

Sfrecciano tra Salerno, Torino e Venezia con un crescendo costante di offerte e corse per i passeggeri che ogni giorno scelgono  Frecciarossa e Italo.

Allo stessi tempo si registra la progressiva riduzione dei treni Intercity e dei collegamenti a lunga percorrenza su tutte le altre direttrici nazionali (-22,7% dal 2010 al 2014), dove i tempi di viaggio sono rimasti fermi agli anni Ottanta.

tagli-ed-aumenti-fs Partendo da Roma verso Milano nel 2007 i collegamenti con gli  Eurostar erano 17 ogni giorno, oggi invece tra Frecciarossa e Italo sono 65, con un incremento in otto anni intorno al 370%. Molto diversa la situazione per le 120 mila persone che ogni giorno prendono i treni della ex Circumvesuviana, nella provincia di Napoli.
Le tre storiche linee suburbane di Napoli, utilizzate ogni giorno da circa 120 mila viaggiatori, hanno visto una riduzione drastica delle corse nel 2013, per poi vederne riattivate solo una piccola percentuale. Si è passati così da 520 corse giornaliere nel 2010 a 367 corse nel 2015, con un calo dell’offerta di treni del 30%.

I tagli al servizio ferroviario regionale dal 2010 a oggi complessivamente si possono stimare in Italia pari al 6,5%, con differenze davvero rilevanti tra le diverse Regioni. A rendere la situazione sempre più complicata per i pendolari sono i tagli realizzati nelle diverse parti del Paese, con la riduzione del numero di treni lungo le linee, a cui si è accompagnato in quasi tutte le Regioni italiane un aumento delle tariffe.

INTANTO IL SUD, E’ ABBANDONATO A UN DIBATTITO SUL PONTE SULLO STRETTO

treni-regionali La rivoluzione dell’Alta Velocità si è fermata a Salerno. Mentre il Presidente del Consiglio rilancia il progetto del Ponte sullo Stretto intere aree del Sud si ritrovano sempre più lontane dal resto d’Italia e perfino nei collegamenti regionali. Il problema è che il dibattito politico continua ad avere come unica prospettiva quella delle grandi opere (il Ponte di Messina, la Napoli-Bari, l’alta velocità Palermo-Catania) mentre è il gap di collegamenti regionali, la riduzione dei treni e la lentezza dei convogli lungo le principali direttrici il dramma che vive ogni giorno che vive nel Mezzogiorno.

Al Sud circolano meno treni. L’attuale livello di servizio nelle Regioni del Sud è imparagonabile per quantità a quello del Nord. Ogni giorno in tutto il Sud circolano meno treni regionali che nella sola Lombardia. In particolare tra Campania, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna i treni effettuano 1.738 corse, meno dei 2.300 della sola Lombardia. E se si pensa che questo sia giustificato dalla quantità di persone presenti allora è necessario ricordare che la popolazione della stessa Lombardia equivale a quella di Sicilia e Campania messe assieme, e che le Regioni del Sud hanno oltre il doppio degli abitanti (19,5 milioni contro 9,7). Come si evince dalla successiva tabella non si tratta di un problema di popolazione, ma ancora una volta di risorse e di scelte politiche, soprattutto se si vanno a guardare le enormi differenze ad esempio tra Lombardia e Sicilia. Quest’ultima, quarta Regione in Italia per popolazione con 5 milioni di abitanti, vede circolare meno di 1/5 dei treni regionali della Lombardia, Regione che però ha solo il doppio degli abitanti. Se poi si guarda ai collegamenti con Frecce, Italo, Intercity il confronto diventa impietoso sia in Sicilia che nel resto del Sud.