Referendum Costituzionale, SI o NO ? Ecco perchè NO !

Votare Sì o votare No? Questo è il dilemma degli italiani che non hanno ancora preso posizione in vista del prossimo referendum costituzionale.

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Lo scontro tra il Sì e il No è trasversale e coinvolge tutti gli schieramenti politici e ideologici. Matteo Renzi, è il leader massimo dei sostenitori del Sì, a dargli una mano a predicare le ragioni della riforma costituzionale c’è anche Giorgio Napolitano ovvero l’ex Presidente della Repubblica.
In contrapposizione si sono delineati anche diversi comitati a sostegno del No, presieduti da costituzionalisti ed esponenti delle opposizioni, i quali hanno definito la riforma costituzionale votata dalla maggioranza “l’anticamera di uno stravolgimento totale dei principi della nostra Costituzione e di una sorta di nuovo autoritarismo”.
Per questo referendum, chiamato anche confermativo o sospensivo, non è necessario il raggiungimento del quorum, quindi a differenza del referendum abrogativo di aprile sulle trivellazioni, per intenderci, vincerà chi ha ottenuto la maggioranza dei consensi a prescindere dal numero di votanti.
Per i sostenitori del Sì, la riforma rappresenta un salto di qualità per il sistema politico italiano e per il suo farraginoso processo legislativo, garantendo risparmi e maggiore stabilità.
Le ragioni anti-riforma secondo gli esponenti del fronte del No, per cui gli italiani dovrebbero opporsi si possono più o meno riassumere nei seguenti punti:

si tratta di una riforma non legittima perché prodotta da un Parlamento eletto con una legge elettorale (Porcellum) dichiarata incostituzionale.Inoltre, anche gli amministratori locali chiamati a comporre il nuovo Senato godrebbero dell’immunità parlamentare;

anziché superare il bicameralismo paritario, la riforma lo rende più confuso, creando conflitti di competenza tra Stato e Regioni e tra Camera e nuovo Senato;

la riforma non semplifica il processo di produzione delle leggi, ma lo complica: le norme che regolano il nuovo Senato, infatti, produrrebbero almeno 7 procedimenti legislativi differenti;
i costi della politica non vengono dimezzati: con la riforma si andrà a risparmiare solo il 20%;

l’ampliamento della partecipazione diretta dei cittadini comporterà l’obbligo di raggiungimento di 150mila firme (attualmente ne servono 50mila) per i disegni di legge di iniziativa popolare;

il combinato disposto riforma costituzionale-Italicum accentra il potere nella mani del governo, di un solo partito e di un solo leader.

In video le ragioni dell’associazione, Risveglio Civico e le ragioni di Josi Della Ragione, il coraggioso e giovane sindaco che si è schierato contro lobby e sistema.